Negli scorsi giorni, sul forum, Leon ha proposto un articolo di Brennan et al. (Siliciano lo si cita solo perché è famoso, ma credo abbia contribuito veramente poco…) sulla determinazione dei reservoir dell’HIV.
L’articolo era veramente monumentale (11 pagine), sicché ci ho messo un bel po’ a tradurlo. grazie alla collaborazione di due colleghi di forum (Dora&Gexgex), la traduzione è stata messa in buon italiano e sono stati aggiunti un po’ di commenti utilissimi (non a me, che tanto non ci capirò nulla lo stesso).
Per farla breve: cosa dice l’articolone? Ecco un riassunto stringatissimo:
Il successo nel trattamento antiretrovirale ad alta attività (HAART) dell’HIV riduce il virus libero nel sangue a livelli non determinabili dai più sensibili test clinici. Nondimeno, l’HIV persiste come pro virus latente, all’interno dei CD4 memoria quiescenti e forse in altri tipi di cellule.
La prima affermazione degli autori è che i pro virus presenti nelle cellule CD4 circolanti attivate e quiescenti appartengono a una popolazione mista, ossia che i pro virus dei CD4 fanno parte della “stessa famiglia”. Purtroppo però, c’è una sorpresa: i dati dei test condotti sulla struttura genetica dei vari campioni suggeriscono che la viremia residua (il virus libero nel sangue) includa una o più popolazioni virali geneticamente distinte dai pro virus nelle cellule CD4 quiescenti.
Questo studio, come altri che l’hanno preceduto, ha alcuni problemi: innanzitutto i campioni di virus sono ottenuti in tempi diversi, il che non esclude che il virus stesso “ci inganni” con le sue mutazioni, inoltre questi campioni, complice l’efficacia della HAART, sono veramente ridotti, e quindi (per parlare da salumieri) danno troppo poco materiale su cui lavorare, e il rischio di errori è amplificato (un errore su cento è l’1%, un errore su uno è il 100%).
C’era solo un paziente (il “paziente 154”) per il quale la qualità e quantità di campioni era tale da consentire un’analisi “affidabile”, ossia aveva una buona quantità di virus attivo (cioè senza errori) per poterlo confrontare con il virus della viremia residua. E l’analisi ha mostrato che in questo paziente, il virus plasmatico era significativamente differente dal pro virus derivato dai CD4 sia attivati sia quiescenti.
Lo studio di questo paziente cioè indicherebbe che ci sono due popolazioni distinte di virus. Che la maggior parte del virus plasmatico possa essere derivato da alcune fonti cellulari ancora non identificate ha diverse importanti implicazioni cliniche rispetto alla gestione della HAART, al fallimento terapeutico, alla moltiplicazione della viremia associata all’interruzione del trattamento ed alle strategie tese all’eradicazione.
Numerosi laboratori stanno attivamente seguendo diverse strategie di eradicazione, la maggior parte delle quali comprende alcune attività di bersaglio e ripulitura dei reservoir latenti nei CD4 memoria quiescenti. Se la maggior parte della viremia residua nei pazienti trattati con la HAART provenisse da altri reservoir o compartimenti, come qui suggerito, allora, per essere efficaci, le strategie di eradicazione dovrebbero includere vie per bersagliare e ripulire anche questi altri reservoir.
La traduzione dell’articolo integrale è su Google Documenti: da cui si può anche scaricare il PDF.
Invece sul forum ci sono i commenti.
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venerdì 4 settembre 2009
venerdì 8 maggio 2009
Sto facendo la HAART, quali medicine posso prendere? quali non posso?
Effettivamente, e curiosamente, i farmaci della HAART sono, nonostante la loro potenza dirompente, mediamente molto sicuri, con profili di tollerabilità e tossicità ben all’interno di quanto sia generalmente accettato per patologie meno gravi.
Nondimeno, sono dei farmaci. E, come tutti i farmaci, possono dare luogo a interazioni con altri farmaci e sostanze assunte per le più diverse ragioni.
Per questo, chi è in HAART dovrebbe verificare il proprio cassetto delle medicine, che spesso raccoglie un’eredità ben anteriore alla data di inizio della politerapia antiretrovirale, per accertarsi se tutte le pillole che riposano nel cassetto sono compatibili con la terapia.
Ci possono essere delle sorprese: ad esempio ho scoperto che mentre quasi tutte le droghe ricreazionali sono compatibili con il Sustiva (che sfiga, e io che non le uso!), solo la cetirizina (nomi commerciali Zirtec, Cerchio, Stamidix e Formistin) è “veramente” sicura per azzittire il naso quando questo impazzisce… insomma, saperle prima certe cose è meglio.
Per approfondire la materia, potete visitare il sito www.hiv-druginteractions.org, che offre diversi interessanti strumenti: dei PDF aggiornati mensilmente con le interazioni conosciute tra le classi di antiretrovirali e i farmaci più diffusi, uno strumento per generare dinamicamente tabelle di interazione tra i soli farmaci che vi interessano, addirittura dei programmini per il vostro smartphone. C’è anche una sezione dedicata ai farmaci contro l’influenza “A” (la “suina”, per intenderci).
Beh, buona lettura.
mercoledì 7 gennaio 2009
Beh, la HAART è meglio dell’atomica…
Il 30 settembre avevo 342 CD4 e 395000 copie del virus.
Lo scorso 4 dicembre i CD4 erano diventati 391… e il virus è sotto le 60 copie/ml!, inutile dire che la mia dottoressa era molto di buon umore, e io pure.
I parametri sono tutti o normali o attesi, tranne i trigliceridi, un po’ sballati…
Le ho chiesto tra l’altro quale fosse il margine di sicurezza rispetto all’orario di somministrazione, e lei è stata abbastanza generosa, dice che un’oretta di anticipo o di ritardo, ma anche un po’ di più ci possono stare, dice che trattandosi di terapia in monosomministrazione giornaliera il problema è un po’ più grave che nelle terapie in cui la somministrazione avviene due volte al giorno, perché il rischio di scopertura è maggiore, però quell’elasticità c’è.
Infine, avevo una curiosità: “ma se il virus è esposto da quasi trent’anni alle terapie, com’è che si trovano ancora dei wild type senza resistenze ai farmaci?”, così glielo ho chiesto, e la dottoressa m’ha risposto che la trasmissione di virus “resistenti” appare in circa il 20-30% dei soggetti, anche se nel loro centro questa percentuale è molto più bassa… ho avuto “culo”.
Lo scorso 4 dicembre i CD4 erano diventati 391… e il virus è sotto le 60 copie/ml!, inutile dire che la mia dottoressa era molto di buon umore, e io pure.
I parametri sono tutti o normali o attesi, tranne i trigliceridi, un po’ sballati…
Le ho chiesto tra l’altro quale fosse il margine di sicurezza rispetto all’orario di somministrazione, e lei è stata abbastanza generosa, dice che un’oretta di anticipo o di ritardo, ma anche un po’ di più ci possono stare, dice che trattandosi di terapia in monosomministrazione giornaliera il problema è un po’ più grave che nelle terapie in cui la somministrazione avviene due volte al giorno, perché il rischio di scopertura è maggiore, però quell’elasticità c’è.
Infine, avevo una curiosità: “ma se il virus è esposto da quasi trent’anni alle terapie, com’è che si trovano ancora dei wild type senza resistenze ai farmaci?”, così glielo ho chiesto, e la dottoressa m’ha risposto che la trasmissione di virus “resistenti” appare in circa il 20-30% dei soggetti, anche se nel loro centro questa percentuale è molto più bassa… ho avuto “culo”.
venerdì 14 novembre 2008
Sette giorni coi pastiglioni
E così, sono passati già sette giorni.
Quattordici pastiglie giù per il gargarozzo.
Beh, poteva andare peggio, gli effetti collaterali ci sono, ma sopportabili e in diminuzione, al momento la cosa peggiore è un raffreddore degno della peste manzoniana che ha fatto la sua comparsa questo pomeriggio, bloccando le vie aeree come neppure gli ex dipendenti di Alitalia sanno fare.
Oggi terzo prelievo del sangue e rapida capatina dal medico, perché devo avere gettato la ricetta dell’antidepressivo tra la carta straccia, è una settimana che gli do la caccia senza fortuna, a questo punto è l’unica risposta razionale.
Vabbe’, chi vivrà starnutirà…
lunedì 10 novembre 2008
I miei primi pastiglioni
Eccole, sono le mie prime pastiglie.
La foto è penosa lo so, del resto cosa fare con un telefonino a fuoco fisso in una camera d’albergo dall’illuminazione così così?Ho iniziato venerdì scorso, sono quindi al terzo giorno.
Come va?
Molto bene direi, così bene che sono quasi galvanizzato dalla cosa.
Gli effetti collaterali sono molteplici, ma mi paiono abbastanza contenuti.
Anzitutto l’equilibrio instabile, più marcato al risveglio, che però scompare man mano che ci si “scalda”.
Poi lo stordimento, questo sì bello forte, ma non sconvolgente, poiché in fondo gli antidepressivi ad avvio terapia danno più o meno lo stesso effetto… e poi anche questo tende ad attenuarsi lungo la giornata, scompare durante le attività “fisiche” o che in qualche modo ti coinvolgono, mentre è più evidente durante le attività intellettuali o quelle noiose… che spesso coincidono.
Infine i sogni: le prime due notti sono state favolose, i sogni, oltreché vividi erano proprio belli, ricchi di contenuti e insegnamenti (sì, insegnamenti)…
Molto bene direi, così bene che sono quasi galvanizzato dalla cosa.
Gli effetti collaterali sono molteplici, ma mi paiono abbastanza contenuti.
Anzitutto l’equilibrio instabile, più marcato al risveglio, che però scompare man mano che ci si “scalda”.
Poi lo stordimento, questo sì bello forte, ma non sconvolgente, poiché in fondo gli antidepressivi ad avvio terapia danno più o meno lo stesso effetto… e poi anche questo tende ad attenuarsi lungo la giornata, scompare durante le attività “fisiche” o che in qualche modo ti coinvolgono, mentre è più evidente durante le attività intellettuali o quelle noiose… che spesso coincidono.
Infine i sogni: le prime due notti sono state favolose, i sogni, oltreché vividi erano proprio belli, ricchi di contenuti e insegnamenti (sì, insegnamenti)…
Inguaribile ottimista?
Mi sforzo, la verità è che le medicine non mi fanno paura e non mi sento umiliato dal doverle assumere, sono anzi grato al mio destino per averne la possibilità, e questo rende tutto un po’ più semplice… spero solo che funzionino, questi costosi pastiglioni!, per l’intanto sono già al secondo esame del sangue: uno il giorno prima di iniziare, uno oggi, poi uno venerdì prossimo, poi un altro a giorni, infine uno a 28 giorni, da perfetta cavia di laboratorio, ma come dicevo questo pomeriggio non mi pesano, in fondo se sono così ottimista è perché sto sfruttando le ricerche fatte prima che arrivasse il mio turno, un po’ mi pare giusto rendere il favore…
mercoledì 29 ottobre 2008
...con due scatolette nella ventiquattr'ore
Stamattina sono andato dall’infettivologa.
inizio a pensare che sia un po’ matta… oppure che non riesca a dissimulare la gioia per avere trovato un paziente che conosce le regole del gioco e le accetta senza troppe menate.
Comunque sia: il mio oroscopo di oggi diceva “…a disposizione qualcosa di nuovo e interessante.” Ed effettivamente le novità ci sono tutte.
I risultati degli esami sono un disastro: CD4 a 340, viremia a 300.000 e passa.
La dottoressa s’è messa a intonare un lungo sermone, finché non l’ho interrotta con un “guardi che non mi deve mica convincere, questo week end sono impegnato, ma da lunedì posso iniziare la terapia”. Inutile dire che ha ritrovato subito il sorriso e, già che c’era m’ha strappato senza fatica il consenso per partecipare a un loro piccolo studio sul primo mese di terapia.
Per farla breve, da venerdì 7 inizio la HAART: Truvada e Sustiva prima di andare a dormire e uno sciame di esami del sangue (cinque), destinati a capire come va la carica virale nel primo mese e se ci sono tossicità inattese.
Unica buona notizia degli ultimi dodici mesi: il mio HIV è wild type, quindi non si palesano resistenze apparenti… almeno quello.
All’inizio ero quasi felice, mi sono detto: finalmente l’attesa è finita, finalmente farò qualcosa di diverso che controllare ogni tre mesi se queste bestie bastarde si sono riprodotte allegramente all’ombra della mia inerzia, finalmente non sarò più solo, io con il virus, ma avrò “qualcuno (qualcosa?) al mio fianco” e un gesto rassicurante da ripetere ogni notte.
Sono uscito dallo studio della dottoressa più leggero nell’animo, e con la borsa leggermente più pesante: qualche decina di grammi in due scatolette di medicinali, per un controvalore di 1.179,69€, un mese di terapia.
Ora sono stanco, e meno leggero, un po’ è il fatto che la mattinata è proseguita con un tête a tête col mio dentista per proseguire una devitalizzazione che dura oramai da quasi due mesi, un po’ perché poi sono arrivati i pensieri, l’idea che la fase dell’illusione è finita e ora inizia il count down, il chiedersi “quanto durerà questa terapia?, e se divento resistente?” e tutte quelle cose che uno fa finta di non pensare mai, ma che ci sono…
inizio a pensare che sia un po’ matta… oppure che non riesca a dissimulare la gioia per avere trovato un paziente che conosce le regole del gioco e le accetta senza troppe menate.
Comunque sia: il mio oroscopo di oggi diceva “…a disposizione qualcosa di nuovo e interessante.” Ed effettivamente le novità ci sono tutte.
I risultati degli esami sono un disastro: CD4 a 340, viremia a 300.000 e passa.
La dottoressa s’è messa a intonare un lungo sermone, finché non l’ho interrotta con un “guardi che non mi deve mica convincere, questo week end sono impegnato, ma da lunedì posso iniziare la terapia”. Inutile dire che ha ritrovato subito il sorriso e, già che c’era m’ha strappato senza fatica il consenso per partecipare a un loro piccolo studio sul primo mese di terapia.
Per farla breve, da venerdì 7 inizio la HAART: Truvada e Sustiva prima di andare a dormire e uno sciame di esami del sangue (cinque), destinati a capire come va la carica virale nel primo mese e se ci sono tossicità inattese.
Unica buona notizia degli ultimi dodici mesi: il mio HIV è wild type, quindi non si palesano resistenze apparenti… almeno quello.
All’inizio ero quasi felice, mi sono detto: finalmente l’attesa è finita, finalmente farò qualcosa di diverso che controllare ogni tre mesi se queste bestie bastarde si sono riprodotte allegramente all’ombra della mia inerzia, finalmente non sarò più solo, io con il virus, ma avrò “qualcuno (qualcosa?) al mio fianco” e un gesto rassicurante da ripetere ogni notte.
Sono uscito dallo studio della dottoressa più leggero nell’animo, e con la borsa leggermente più pesante: qualche decina di grammi in due scatolette di medicinali, per un controvalore di 1.179,69€, un mese di terapia.
Ora sono stanco, e meno leggero, un po’ è il fatto che la mattinata è proseguita con un tête a tête col mio dentista per proseguire una devitalizzazione che dura oramai da quasi due mesi, un po’ perché poi sono arrivati i pensieri, l’idea che la fase dell’illusione è finita e ora inizia il count down, il chiedersi “quanto durerà questa terapia?, e se divento resistente?” e tutte quelle cose che uno fa finta di non pensare mai, ma che ci sono…
domenica 19 ottobre 2008
EDUCATIONAL CHANNEL: una nuova presentazione
Nonostante ogni sforzo, la presentazione di Siliciano sui problemi dell’eradicazione non era così semplice, neppure se tradotta in italiano.
Così, siccome qualcuno che non l’aveva capita c’era, ho fatto una nuova presentazione, più breve, che “riassume” e riorganizza i contenuti di quella originale.
Spero sia utile…
Così, siccome qualcuno che non l’aveva capita c’era, ho fatto una nuova presentazione, più breve, che “riassume” e riorganizza i contenuti di quella originale.
Spero sia utile…
venerdì 17 ottobre 2008
EDUCATIONAL CHANNEL: una presentazione sulla HAART, i reservoir e le prospettive dell’eradicazione
Qualche sera fa, mi è stata passata la URL di una presentazione fatta al congresso di Città del Messico di quest’anno sull'AIDS.
Lì per lì l’ho letta superficialmente, poi, siccome era un po’ ostica da capire, ho deciso di tradurmela tutta.
Andando su Slide Share, potete trovare la presentazione (se scegliete il tag NOTES, trovate anche il testo guida) e un PDF di oltre 30 Mbyte con le slide e le note…
Come detto, non sono un medico, e alcune cose lì scritte le ho tradotte, ma dire che le ho capite sarebbe troppo… però, se c’è qualche dubbio non esoterico, posso provare a vedere se riesco a capirlo…
Lì per lì l’ho letta superficialmente, poi, siccome era un po’ ostica da capire, ho deciso di tradurmela tutta.
Andando su Slide Share, potete trovare la presentazione (se scegliete il tag NOTES, trovate anche il testo guida) e un PDF di oltre 30 Mbyte con le slide e le note…
Come detto, non sono un medico, e alcune cose lì scritte le ho tradotte, ma dire che le ho capite sarebbe troppo… però, se c’è qualche dubbio non esoterico, posso provare a vedere se riesco a capirlo…
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